Come comunicare e fare business in Cina

come investire in Cina

An article by Iacopo Benini

lacopo Benini

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Il 26 gennaio si è tenuto presso la Camera di Commercio di Prato il convegno “Wechat e non solo: comunicare e fare business con la Cina”, al quale ha partecipato Iacopo Benini di Pin Prato Srl, collaboratore e contributor di Sigma Infty, che in questo articolo ci illustra i punti salienti dell’incontro.


Le peculiarità culturali, politiche e digitali

Gli interventi di Gianluigi Negro, ricercatore postdoc e assistant editor presso il China Media Observatory dell’Università della Svizzera Italiana e dell’Avvocato Junyi Bai della Camera di Commercio Italo-Cinese hanno fornito informazioni molto interessanti sullo stato dell’arte dell’internet cinese e sugli strumenti più efficaci per chi vuole investire sull’e-commerce in Cina. È stato anche presentato il progetto pilota WeChat della Camera di Commercio di Prato che ha strutturato le sue attività di comunicazione istituzionale in modo da dialogare anche con l’imprenditoria cinese del territorio.

Nonostante la prima connessione commerciale a internet in Cina sia stata attivata solo nel 1994, i numeri parlano già di 731 milioni di utenti.

Non ci dobbiamo quindi sorprendere se per accedere al mercato cinese molte aziende abbiano fatto ricorso ai media digitali, i quali per diversi fattori hanno avuto uno sviluppo molto particolare, sia nelle modalità che negli strumenti.

Le peculiarità culturali e politiche della Cina hanno fatto sì che motori di ricerca, social media e applicativi per il mobile andassero su un altro binario, il quale non porta ai soliti Google, eBay, Facebook ecc. Come ci ha spiegato Negro, quando si fa riferimento ai colossi dell’internet cinese, si parla di tre grandi regni:

Baidu per la ricerca online, Alibaba per l’e-commerce e Tencent per gli applicativi mobile.

Risulta quindi fondamentale posizionarsi sull’internet cinese con competenze adeguate che tengano conto di queste caratteristiche. Le possibilità sono molteplici: Baidu, quarto sito più visitato al mondo, fornisce la possibilità di collegarsi direttamente alle piattaforme e-commerce e offre diversi servizi per monitorare e indicizzare le ricerche. Con 3,3 miliardi di queries al giorno, è fondamentale per essere visibili sull’internet cinese. Weibo, il Facebook cinese – Gianluigi Negro ci ha fatto notare che in realtà le somiglianze sono poche – è la piattaforma regina del microblogging in cui il linguaggio ludico e il coinvolgimento di opinion leader risulta decisivo soprattutto se pensiamo che ha circa 222 milioni di account registrati.

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Image by [Iacopo Benini].

Linguaggio ludico per fare business

Infine WeChat, conosciuto in Cina come Weixin, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha potenzialità infinite anche per il marketing. In Cina con WeChat ci si informa, si comunica ma si fanno anche pagamenti. Si paga il taxi, si ordina la pizza, si scambiano regali con gli amici, si fa shopping. Anche in questo caso, per favorire l’engagement degli utenti, il linguaggio dev’essere giocoso e le grafiche accattivanti per un’utenza orientale.

Non è quindi un caso che molti brand prestigiosi abbiano deciso di utilizzare questi strumenti per vendere i propri prodotti nonostante, come sottolineato da Negro, inizialmente ci sia stata un po’ di reticenza da parte dei brand del lusso ad utilizzare un linguaggio fatto di emoticon,

dove il gaming può essere una strategia vincente per coinvolgere utenti-consumatori.

fare il business con le aziende Cinesi

Image by [CCIAA Prato].

Il sistema del crossborder e-commerce

Junyi Bai ha invece evidenziato come tali strumenti possano essere vincenti se adeguatamente integrati ai vantaggi offerti dal crossborder e-commerce per fare business in Cina. Il sistema del crossborder e-commerce, da quando è stato ufficializzato dal governo cinese, ha rappresentato una rivoluzione per chi vende in Cina perché ha alleggerito sensibilmente la burocrazia legata alla registrazione dei prodotti e alla loro conformità.

Spunti stimolanti arrivano anche dall’utilizzo dei social media cinesi a fini sociali. È questo è il caso del progetto pilota WeChat della Camera di Commercio di Prato, implementato in collaborazione con Pin srl che è stato presentato da Silvia Gambi di CCIAA Prato e da Iacopo Benini di Pin Prato srl. Utilizzare questi strumenti può aiutare la comunicazione pubblica di quegli enti che vogliano comunicare in modo diretto con un’utenza cinese. Silvia Gambi ha spiegato come la Camera di Commercio sia riuscita a entrare in contatto con gli imprenditori cinesi attraverso WeChat per comunicare in maniera più efficace l’insieme dei servizi che l’ente offre e degli adempimenti a cui le aziende devono rispondere.

I social media cinesi sono una scommessa interessante per le aziende che intendano vendere in Cina, e il crossborder e-commerce ha alleggerito gli oneri fiscali e i costi burocratici dell’e-commerce.

Ci sono quindi delle potenzialità inesplorate che però richiedono competenze adeguate per una strategia di investimenti mirati alla vendita in Cina.

Visto che ci troviamo nel periodo del Capodanno cinese, buon lavoro e Buon Anno del Gallo a tutti!


Author

lacomo

Iacopo Benini – PROJECT MANAGER & INVESTMENT CONSULTANT Iacopo is a project manager. He worked as a project officer for important local development interventions in Italy and Southern America, bringing innovations and new ideas. Educated in international communication, he holds a master in international relations. He has designed and managed several communication campaign targeted to migrants, networking public and private entities, researchers and local stakeholders. He is firmly committed to social inclusion of migrants.

Proofreader

sara

 

Sara Polidoro – LANGUAGE SUPPORT (Italian A | French B | Russian, English, Serbian, Croatian C) Freelance Conference Interpreter – Sara has been pursuing her dream of becoming a conference interpreter since her childhood. She has earned an MA’s in Conference Interpreting from the Advanced School of Modern Languages for Interpreters and Translators (University of Bologna), and she has lived, studied and worked in Brussels, Moscow and Belgrade. Her career as a freelancer started in 2008, and since then she has been travelling for events and conferences regularly. Her professional activities include consecutive and simultaneous interpreting, community interpreting for healthcare facilities, as well as interpreter training. She is an instructor of Russian>Italian liaison and consecutive interpreting at the University of Macerata and a language tutor for Russian>Italian consecutive and simultaneous interpreting at the University of Bologna.


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